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COVID-19

UN BREVE RIASSUNTO DELLE DISPOSIZIONI SULLE APERTURE E CHIUSURE

A seguito della pubblicazione del DPCM 22.03.2020 che ha definito un elenco più stringente delle imprese autorizzate a proseguire l’attività, considerando che questo elenco si accompagna a quello del DPCM dell’11.03.2020 riguardante le attività del commercio e dei servizi, riteniamo utile –oltre alla pubblicazione integrale dei documenti legislativi- riassumere quanto definito dai due decreti.

Il decreto 22.03.2020 dispone la sospensione di tutte le attività, escludendo quelle esplicitamente individuate dai codici ATECO elencati nell’allegato. Evidenziamo in modo particolare, relativamente alle attività artigiane quelle che possono rimanere aperte:

1. autofficine e carrozzieri; autotrasporto di merci per conto di terzi; manutenzione e riparazione di motocicli e commercio di relative parti ed accessori; attività di raccolta e smaltimento dei rifiuti, fabbricazione di imballaggi in legno; idraulici ed elettricisti; fabbricazione di articoli in materie plastiche; fabbricazione di macchine per l’agricoltura; fabbricazione di imballaggi in legno; riparazione e manutenzione di telefoni e di elettrodomestici; riparazione e manutenzione di computer e periferiche;  fabbricazione di attrezzature e articoli protettivi per la sicurezza; tipografie; servizi di pulizie e disinfezione; attività di famiglie e convivenze come datori di lavoro per personale domestico (colf e badanti).

Relativamente all’elenco, segnaliamo che alcune delle attività consentite sono individuate a livello di codice ATECO macro (es: 10 industrie alimentari) e devono pertanto ritenersi ricomprese nelle attività consentite tutti i sottocodici riferiti a detti Codici macro, poiché deve ritenersi che laddove il provvedimento abbia voluto individuare specifiche attività ha puntualmente riportato il codice specifico (es: 95.11.00 riparazione e manutenzione di computer e periferiche))

2. Le attività commerciali che possono rimanere aperte, già ricomprese nel DPCM 11 marzo 2020 sono, a titolo di esempio, quelle che riguardano la commercializzazione di alimentari, bevande e tabacco; commercio al dettaglio in esercizi non specializzati di computer, attrezzature per le telecomunicazioni, elettrodomestici; di ferramenta, vernici, vetro piano e materiale elettrico e termoidraulico; di articoli per l’illuminazione; di giornali, riviste e periodici; di articoli medicali e ortopedici in esercizi specializzati; di articoli di profumeria, prodotti per toletta e per l’igiene personale; di materiale per ottica e fotografia; di qualsiasi tipo di prodotto effettuato via internet; lavanderie, agenzie di pompe funebri.

3. Le attività professionali non sono sospese.

4. Per quanto riguarda i cantieri ed i lavori edili, sono attività da ritenersi tra quelle sospese.

5. Un caso a parte sono tutte quelle imprese, di qualunque settore che, pur non rientrando tra quelle autorizzate a proseguire, siano funzionali ad assicurare la continuità delle filiere delle attività autorizzate o quelle dei servizi essenziali o di pubblica utilità. Queste imprese possono comunicare al Prefetto il proseguimento dell’attività, utilizzando l’autodichiarazione pubblicata nel nostro sito. Consigliamo a chi si dovesse trovare in una simile situazione di chiedere all’impresa cliente una dichiarazione che ne attesti la posizione.

Ricordiamo infine a tutte le imprese che in questo momento stanno proseguendo l’attività di applicare il protocollo specifico sulla sicurezza dei lavoratori del 14.03.2020, che trovate sempre tra le notizie del nostro sito, nonché la necessità di autocertificare in ogni caso gli spostamenti che, come da ultima autocertificazione, possono avere come motivo solo comprovate esigenze lavorative, assoluta urgenza (per trasferimenti in comune diverso), situazioni di necessità (per spostamenti all’interno dello stesso comune) o motivi di salute.

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